الفندق الصقلي
Al-Funduq as-Siqilli
Il Fondaco Siciliano — una casa dei mestieri d’arte retta dai suoi membri, nella provincia di Ragusa
Una scuola residenziale di mestieri d’arte, retta dai suoi membri secondo regole che essi stessi si sono dati. Riprende da un’istituzione mediterranea di lunga durata il principio della comunità con disciplina propria, e lo colloca in Sicilia, dove quell’istituzione c’è già stata.

IL NOME
Al-Funduq as-Siqilli
Il nome dice di quale istituzione si tratta, e dove.
L’arabo funduq viene dal greco pandokeion, l’albergo che accoglie chiunque arrivi, e il veneziano fontego viene a sua volta dall’arabo: la parola ha viaggiato perché viaggiava la cosa. Nel Mediterraneo medievale un fondaco era una casa cinta di mura, in una città straniera, dove una comunità di mercanti alloggiava, custodiva le merci, pregava e componeva le proprie controversie secondo regole proprie.
As-Siqilli significa semplicemente «il siciliano», e in italiano la denominazione dell’associazione è Il Fondaco Siciliano — Associazione per le arti e i mestieri. L’istituzione non viene importata nell’isola: in Sicilia c’è già stata, ha portato questo nome, e il siciliano conserva ancora funnacu nel senso di osteria con stalla.
Ciò che il progetto riprende è un principio di ordinamento prima che una forma architettonica, e cioè una comunità che accetta per contratto una disciplina propria, e che quella disciplina la esercita soltanto fra i propri membri.
STATO DEL PROGETTO
Un progetto, non ancora una casa
Quello che queste pagine descrivono non esiste ancora. L’immobile è individuato e il proprietario è disponibile alla vendita, i testi giuridici sono redatti in bozza, i maestri sono stati individuati ma non ancora impegnati per iscritto. Nessuno ha ancora vissuto sotto queste regole, e nessuno ha ancora provato a uscirne.
La fase in corso serve a ottenere il controllo contrattuale della proprietà per diciotto mesi e a produrre, entro quel termine, il costo certificato del restauro, i soggetti giuridici costituiti, la pratica edilizia depositata e l’impegno dei primi maestri.
Le condizioni che varrebbero come verdetto negativo sono fissate adesso, prima che qualcuno abbia interesse alla risposta, e sono pubblicate.
مَا أَكَلَ أَحَدٌ طَعَامًا قَطُّ خَيْرًا مِنْ أَنْ يَأْكُلَ مِنْ عَمَلِ يَدِهِ
Mā akala aḥadun ṭaʿāman qaṭṭu khayran min an yaʾkula min ʿamali yadihi
«Nessuno ha mai mangiato cibo migliore di quello che viene dal lavoro della propria mano.»
Al-Bukhari, Sahih, Kitab al-buyu’, n. 2072

Regole accettate per contratto invece che concesse da uno Stato, e le salvaguardie che impediscono alla casa di diventare un recinto.

Che cosa fu davvero, in Sicilia, in Spagna e a Venezia, per quattro secoli, e in quali condizioni smise di funzionare.

Sei discipline nell’impianto, una bottega all’apertura, e una sola regola di produzione: alto artigianato su commessa.

Come si attraversa l’estate iblea senza condizionamento: massa muraria, ombra della corte, acqua in movimento, fresco del sottosuolo.
Il luogo·La vita comune·Il programma pubblico·Glossario
QUATTRO SOGGETTI, UNA PROPRIETÀ
La separazione scritta prima che arrivi chiunque
La Casa è retta dai suoi membri, la terra è condotta da chi la abita, la foresteria appartiene ad altri e paga una somma fissa, i sostenitori hanno un’associazione propria. Ciascuno è un soggetto giuridico distinto, e la separazione fra loro è scritta negli statuti.
L’associazione dei membri: maestri e apprendisti ammessi su domanda e per voto del majlis, un voto a testa una volta soci, gerarchia soltanto nel lavoro. Non possiede gli immobili in proprietà libera.
Ventitré ettari condotti da una cooperativa i cui soci lavoratori sono i membri della Casa. Fornisce la mensa e lega gli apprendisti a una stagione e a un raccolto.
La foresteria, in corpo staccato con ingresso proprio, in un veicolo distinto con propri investitori. Versa alla Casa una quota fissa annuale e mai una percentuale sui ricavi.
L’associazione dei sostenitori, che alloggia alla Munya quando viene. Raccoglie i contributi e li destina a scopi determinati, senza alcuna voce nelle deliberazioni della Casa.
PERCHÉ QUESTO LUOGO
Le due metà sono già sul posto
I maestri vengono da Fez. Gli apprendisti vengono dalla popolazione nordafricana che lavora da tre decenni la fascia agricola della provincia di Ragusa.
Una scuola di mestieri i cui maestri e i cui apprendisti debbano essere entrambi importati sarebbe un museo. Il luogo non è intercambiabile proprio perché entrambe le metà sono già presenti, e non si sono ancora incontrate.
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